Xobot di Carretta: il robot antropocentrico che trasforma la nastratura dei cavi

L’industria manifatturiera sta attraversando una metamorfosi profonda, dove il confine tra l’abilità manuale dell’uomo e la precisione millimetrica della macchina si fa sempre più sottile. In questo scenario di “fabbrica ibrida”, l’innovazione più significativa non è quella che sostituisce l’operaio,…

L’industria manifatturiera sta attraversando una metamorfosi profonda, dove il confine tra l’abilità manuale dell’uomo e la precisione millimetrica della macchina si fa sempre più sottile. In questo scenario di “fabbrica ibrida”, l’innovazione più significativa non è quella che sostituisce l’operaio, ma quella che ne potenzia le capacità, liberandolo dai compiti più usuranti e ripetitivi. Un esempio eccellente di questa filosofia è rappresentato da Xobot Wire Cobots, l’ultimo traguardo tecnologico di Carretta Srl. Si tratta di un tavolo di lavoro robotizzato, sviluppato in sinergia con il Laboratorio Smart Mini Factory della Libera Università di Bolzano, progettato specificamente per l’assemblaggio e la nastratura dei cablaggi elettrici, un settore dove la destrezza umana è fondamentale ma la fatica fisica può compromettere la qualità costante nel tempo.

La problematica che Xobot si propone di risolvere è antica quanto l’industria elettrica: la nastratura manuale dei cavi è un’attività estremamente ripetitiva, che richiede movimenti del polso continui e precisi, esponendo spesso gli operatori a disturbi muscolo-scheletrici. La sfida per Carretta era automatizzare questa fase senza perdere la flessibilità tipica del lavoro manuale. Il risultato è una stazione di lavoro antropocentrica, dove un robot collaborativo (cobot) e un operatore umano lavorano gomito a gomito. Grazie a un algoritmo avanzato sviluppato dal gruppo di ricerca di Unibz, il sistema è in grado di mappare i compiti manuali e identificare quali possono essere delegati al robot in totale sicurezza, garantendo un miglioramento dell’ergonomia che trasforma la stazione di lavoro da un centro di fatica a un’isola di efficienza digitale.

Dal punto di vista tecnico, il cuore del sistema è un cobot antropomorfo con un raggio d’azione, o reach, di ben 1300 millimetri, capace di coprire agevolmente l’intero piano di lavoro. Il braccio robotico, nello specifico il modello UR10e, vanta una capacità di carico di 10 chilogrammi, una potenza notevole se si considera che deve operare senza le classiche barriere protettive metalliche. La sicurezza è infatti garantita da sensori di forza integrati che arrestano immediatamente il movimento in caso di contatto non previsto. Sulla flangia del robot è montata una pistola nastratrice professionale Kabatech Spot KTH, che esegue la fasciatura dei cavi con una precisione costante, garantendo una cadenza produttiva che può arrivare a soli dieci secondi per singolo pezzo lavorato.

La struttura fisica di Xobot è stata pensata per la massima versatilità in officina. Con dimensioni compatte di 950 millimetri di lato e un’altezza ergonomica di 840 millimetri, il tavolo può essere facilmente riposizionato all’interno dei reparti produttivi in base alle esigenze logistiche del momento. L’alimentazione a 220 Volt lo rende una soluzione “plug and play”, adatta anche a realtà produttive meno complesse. Uno degli aspetti più innovativi è la modularità del piano di lavoro: grazie all’impiego di dime intercambiabili, la stazione può essere riconfigurata in pochi minuti per gestire diversi formati di cablaggio, rendendola ideale per la produzione di piccoli lotti o per l’industria della componentistica meccanica dove la variabilità è la norma.

L’interazione tra uomo e macchina è facilitata da una colonna a LED programmabile, una torre luminosa che comunica visivamente all’operatore lo stato di avanzamento del compito e segnala quando il robot ha terminato la sua fase di nastratura per permettere l’intervento manuale. Questa comunicazione visiva riduce i tempi morti e previene errori di processo, assicurando una qualità certificata in ogni fase. Opzionalmente, il sistema può essere equipaggiato con un buffer di accumulo, un magazzino temporaneo che permette al robot di continuare la lavorazione di una serie di pezzi mentre l’operatore si dedica ad altre attività di assemblaggio a valore aggiunto, ottimizzando l’impiego del tempo totale di ciclo.

Oltre al settore dei cablaggi elettrici, questa soluzione è stata studiata per adattarsi a diversi ambiti industriali, dalla produzione di componenti in ottone e alluminio fino alle materie plastiche e all’acciaio. La sua facilità di programmazione permette anche a personale non esperto di robotica di impostare nuovi task, abbattendo drasticamente i costi di setup tipici dell’automazione tradizionale. In sintesi, Xobot rappresenta la democratizzazione della tecnologia collaborativa: un investimento che si ripaga velocemente grazie all’aumento della produttività e, soprattutto, alla salvaguardia del capitale umano, che resta il vero motore dell’innovazione manifatturiera italiana. In un mercato che corre verso la personalizzazione di massa, Carretta Srl offre uno strumento per correre più veloce, senza lasciare indietro nessuno.